Novembre 2019

La comunicazione di una startup: meglio non affidarsi al caso

Intuizione, programmazione e perseveranza sono gli ingredienti determinanti per dar vita a un’impresa vincente. Ma comunicarne al mercato il suo valore può darle la spinta decisiva. A patto di farlo nel modo giusto, sia che si tratti dei primi passi di una nuova società italiana, sia del debutto, nel nostro mercato, di un brand già esistente all’estero. Tutte realtà, queste, con l’esigenza prioritaria di ottimizzare al massimo i budget disponibili per la comunicazione.

Partire con il piede giusto

Quella iniziale e avvincente idea di business si è fatta poco alla volta sempre più concreta. Elaborata per mesi al centro di riunioni e progetti, finalmente si è trasformata nella startup immaginata. Sono stati definiti il modello di business, la strategia di vendita e presi accordi con partner o fornitori. Insomma, tutto è pronto, o quasi. Perché manca ancora un passaggio fondamentale: farsi conoscere dal mercato. Ma come proporsi? Come differenziarsi dai concorrenti? Come rendersi “interessanti” per i propri target? In estrema sintesi: come COMUNICARE?

Le modalità, infatti, sono tante, ognuna con proprie logiche, pro e contro.

Avventurarsi in tentativi improvvisati, col rischio di sbagliare la scelta di messaggi e canali, può determinare pericolose “false partenze”.

La scelta migliore è affidarsi a un partner di comunicazione che abbia non solo conoscenza allargata delle possibili alternative, ma che sappia anche selezionarle e gestirle in funzione delle specificità dell’azienda e del budget disponibile.

Quali competenze e quale valore esprime questa startup? Cosa la distingue dai competitor? Qual è il punto di forza della sua offerta? Le risposte a queste domande saranno la base dei messaggi che, con il supporto del partner, dovranno essere veicolati in modo univoco. Come? È qui che entra in gioco la capacità del consulente di armonizzare esigenze e disponibilità di budget. Ad esempio, capendo se è preferibile un programma di content marketing, un intervento pubblicitario, un lancio stampa

Le opzioni, come detto, sono tante: selezionarle, modularle e combinarle richiede esperienza e competenza.

Paese che vai, usanza che trovi. Anche nella comunicazione

Diversa solo in apparenza, e con risvolti simili, è la situazione di molti brand esteri che decidono di entrare anche in Italia con un business già esistente in altri Paesi. Anche se non lo sono in termini assoluti, si tratta pur sempre di startup per il nostro mercato.

Nelle scelte di comunicazione, in questi casi, si può incorrere nell’errore di ritenere sufficiente replicare – senza alcuna forma di variazione – messaggi, approcci e strumenti concepiti per mercati socialmente e soprattutto culturalmente diversi. Per poi chiedersi, alla fine, come mai tutto ciò che ha prodotto risultati altrove – che sia in UK, Stati Uniti, Germania, Francia, Australia o in qualunque altro Paese – non abbia funzionato anche in Italia. La risposta è semplice: così come molti altri aspetti dell’organizzazione aziendale, anche la comunicazione, per essere efficace, deve opportunamente conformarsi a dinamiche, regole e, soprattutto, a stili diversi. Altrimenti il pericolo, anche qui, è partire con il piede sbagliato e scontare investimenti improduttivi.

Anche in questo caso, la scelta di un partner specializzato è dunque strategica. Un consulente che sappia interpretare le specificità dell’azienda, “traducendole” in messaggi opportunamente localizzati, e che, quando possibile, sia anche in grado di capitalizzare gli strumenti esistenti: ad esempio adeguando i testi del sito o di schede marketing allo stile comunicativo locale o facendo tesoro di case history esistenti, sebbene riferite ai mercati di altri Paesi, adattando e valorizzando quelle più appetibili per il contesto locale rendendole efficaci strumenti promozionali.

È questo l’approccio che seguiamo noi di BMP, affiancando startup di ogni nazione e dimensione con progetti su misura che consentono di ottimizzare le risorse disponibili e massimizzare il ritorno sull’investimento.

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